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La zuppa del demonio


un film di Davide FERRARIO
da un’idea di Sergio TOFFETTI
sceneggiatura:
         Davide FERRARIO, Giorgio MASTROROCCO
ricerche d‘archivio Elena TESTA
suono Vito MARTINELLI
musiche originali Fabio BAROVERO
montaggio Cristina SARDO
voci off Gianni BISSACA, Walter LEONARDI
ufficio stampa:
         Marzia MILANESI - Comunicazione per il cinema,
         Gabriele BARCARO
Prodotto da:
         Davide FERRARIO Francesca BOCCA Ladis ZANINI
una produzione ROSSOFUOCO con RAI CINEMA
con la partecipazione di:
         ARCHIVIO NAZIONALE CINEMA D’IMPRESA CSC
e con il sostegno di
         - PIEMONTE
DOC FILM FUND FONDO REGIONALE
          
PER IL DOCUMENTARIO
         - SOCIETÀ CONSORTILE OGR‐CRT
         - FONDAZIONE GUELPA – IVREA
distribuzione internazionale RAI COM
distribuzione italiana:
MICROCINEMA S.p.A. distribuzione cinematografica
Via Piave 61, Roma
Tel. 06 64760273

Italia, 2014,
durata 80’
Film originali digitalizzati con il sostegno di Compagnia di San Paolo

Festival e premi:
71. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia 2014 - Fuori Concorso
BIFF - Bari Film Festival 2015


“La zuppa del demonio” è il termine usato da Dino Buzzati nel commento a un documentario industriale del 1964, Il pianeta acciaio, per descrivere le lavorazioni nell’altoforno. Cinquant’anni dopo, quella definizione è una formidabile immagine per descrivere l’ambigua natura dell’utopia del progresso che ha accompagnato tutto il secolo scorso.
È questo il tema del nostro film: l’idea positiva che per gran parte del Novecento (almeno fino alla crisi petrolifera del 1973-74) ha accompagnato lo sviluppo industriale e tecnologico. Perché è facile oggi inorridire davanti alle immagini (proprio de Il pianeta acciaio) che mostrano le ruspe fare piazza pulita degli olivi centenari per costruire il tubificio di Taranto che oggi porta il brand dell’ILVA: eppure per lungo tempo l’idea che la tecnica, il progresso, l’industrializzazione avrebbero reso il mondo migliore ha accompagnato soprattutto la mia generazione, quella nata durante il miracolo economico italiano.
Per raccontare questa eccentrica epopea abbiamo deciso di evitare commenti di storici, interviste ad esperti e didatticismi vari. Abbiamo preferito andare alla sorgente, usando i bellissimi materiali dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa di Ivrea, dove sono raccolti cento anni di documentari industriali di tutte le più importanti aziende italiane. Abbiamo fatto parlare il film con le loro voci e le loro immagini, riservando al montaggio il compito di esprimere il nostro punto di vista di narratori. Quello che più ci interessava, non era svolgere un discorso storico, politico o sociologico: ma provare a restituire il senso di energia, talvolta irresponsabile ma meravigliosamente spencolata verso il futuro, che è proprio ciò di cui sentiamo la mancanza oggi. Non per macerarsi in una mal riposta nostalgia: ma per capire come siamo arrivati dove stiamo ora.

Davide Ferrario




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